A governar di Pietro il sacro legno
Venne dal bel Metauro, il gran Nocchiero:
Oh qual nuovo per l’onde aspro sentiero
Oltre le mete dell’Erculeo segno!
Ma scorgo, ahimè, che intorno arman lo sdegno
Volturno ingiurioso, Affrico altero:
Quà latra Scilla, e là Cariddi il fero
Seno profonda, ov’han le furie il regno.
Ahimè le vele, ahimè l’onda rubella!
Ma tu la reggi, e nel suo gran periglio,
Passa la neve e il mio destin con ella.
Così dal lito a te, Signore, il ciglio
Dicea volgendo Italia, Italia bella,
Di cui tu fosti e difensor e Figlio.