Amico mio barbier, quando tu meni
Al viso altrui così grave il rasoio,
Faresti me’ filare a filatoio
Che rader per segare altrui le veni;
Chè quando tu mi radi tanto peni
Che di maninconìa tra man ti muoio;
E par che tu mi metta al tiratoio,
Tanto piegar mi fai dietro le reni.
Quando radi, però non esser lento;
E per non intaccar, la man provvedi,
Come facesti a me di sotto il mento.
Deh come tu se’ sciocco, se tu credi
Che a radermi da te più sia contento,
Se avessi ben la barba in fino a’ piedi.
E, ver come tu vedi,
Che ’n fino a qui guadagno alcun t’ho dato,
Sonne pentuto; ond’io non ho peccato.