Amor novellamente
M’ha preso in tal maniera,
Che con tutta mia spera
M’ha fatto servidore
Di voi, Donna piacente,
E di gran senno altera,
Sì che date lumera
A lie donne e valore•
E di tale isprendore
Vejo lo vostro viso
Amoroso compriso,
Che mi do pensamento,
Che ’l suo gran piacimento
Io l’ho da pregiare
La presia portatura
Saggia avete si fina
Che con ragion divina
Si può pregiar più ch’oro;
Ed è ’n voi per natura,
Sì che non se ne inchina:
Però vostra dottrina
Aggian le donne loro,
Sicchè nulla ’nd’onoro,
Che sì sia convenenza
Ne ched’aggia valenza
D’ammaestrar la gente,
Come voi, che saccente
Siete e tant’approvata.
Approvata ’n beltade
Sempre voi vejo stare
Sì che ’n tutto ben fare
Saggia mi parete,
Ed è in voi potestade
Di me fare acquistare,
E di farmi montare
In pregio sì valente,
Perchè balia neente
Senza fallo ha ’l mio core
Dunqua vi fora onore,
Poichè ’n voi ho speranza,
Che ’l mio pregio montanza
Avesse tuttavia.
Per voi tuttavia, fiore
Dell’alte, al mio parere,
Se vi fosse a piacere
Porrìa esser giojoso,
E a perdenza d’onore
Se vi fosse a piacere,
Sì ch’io non porria avere
Gioja, e fora doglioso;
Dunque d’esser pietoso
In ver di me si mova
Lo vostro cor, poi trova,
Che ’n più pregio salite
S’a far riconsentite
Me’ che darmi sturbanza.
A sturbar per certezza,
Savete, non conviene
A donna, nullo bene
Da poi ched ha ’n balia.
Ma per darme fermezza,
Sacciate si mantiene
Buon, sì che ’nd’avviene
In pregio, e in cortesia.
Per Dio, piacer vi sia,
Che io deggia venire,
Donna, per mio servire
In pregio di ben fare,
E per voi disturbare
Del contraro mi dia.