UDite, Amanti, il lamentoso lutto
Di noi, che disperati,
Al basso centro pauroso, e brutto,
Da’ Demon siam guidati,
Perchè da tante pene tormentati
Fummo in quel tempo, amando già costoro,
Ch’agli infernali andiam per fuggir loro.
Le preci, i pianti, i singulti, e sospiri
Furon buttati a’ venti;
Perchè trovammo sempre i lor desiri
Pronti a’ nostri tormenti;
Talchè deposti quei pensieri ardenti,
Giudichiamo or nella servitù nova,
Che crudeltà fuor di lor non si trova.
LE DAME RISPONDONO.
QUanto sia stato grande l’amor vostro,
Tanto il nostro anch’è stato;
Ma noll’avendo come voi dimostro,
Per l’onore è restato;
Non è per questo l’Amante ingiuriato,
Ma viene al mondo a sì brutta sentenza
Colui, c’ha più furor, che pazienza.
Ma perchè perder voi troppo ci duole,
Vi verrem seguitando
Con suoni, e canti, e con dolci parole,
Gli Spiriti placando;
Che tolti voi dal viaggio nefando,
In nostra libertà vi renderanno,
O di voi, o di noi preda faranno.
AMANTI.
NOn è più tempo di pietà concesso,
Però tacer vogliano,
E chi non fa, quand’egli ha tempo, appresso
Si pente, e prega invano;
E perch’a questi d’un volere andiano,
Ogni voftro peccar tutto è van suto,
Che dispiacer non può quel, ch’è piaciuto.
DAME.
E Però, donne, avendo alcuno amante,
Al vostro amor costretto,
Per non trovarvi, come noi, errante,
Fuggite ogni rispetto;
Non gli mandate al Regno maladetto;
Che chi a dannazion provoca altrui,
A simil pena il Ciel condanna lui.