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Francesco Saverio de' Rogati · Romanticismo

Con placido susurro

italiano

Con placido susurro
Zefiro in sul mattin,
Di fresco fiore azzurro
Errava intorno al crin.
Ne l’umide sue foglie
Il volo tempra, ed or
Tacito il vol raccoglie
Sul delicato fior.
Fugge talor dal fiore,
Poi torna onde partì;
D’uno in un altro orrore
Passa contento il dì.
Borea lo vide, e volle
Col fior anch’ei scherzar:
Corse inquïeto e folle
Le foglie ad agitar.
Prima una foglia, e appresso
Un’altra ne involò,
Poi con rabbioso eccesso
La chioma gli sfrondò.
Coll’ali sue di gelo
Nel raddoppiar il voi
Alfin dal molle stelo
Spinse quel fior al suol.
A Fille Coridone
Così cantava un dì,
Ed ella il paragone
Spiega al pastor così:
Quel vago fior è il segno
Del combattuto cor,
Borea è geloso sdegno
E il zefiretto è Amor.

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Autor
Francesco Saverio de' Rogati
Título
Con placido susurro
Lengua
italiano
Época
Romanticismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-con-placido-susurro--francesco-saverio-de-rogati-8f8f37
Cita recomendada
Francesco Saverio de' Rogati, «Con placido susurro», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-con-placido-susurro--francesco-saverio-de-rogati-8f8f37.html

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