Se d’atre nuvole
È il cielo avvolto,
Degli astri il candido
Lume ci è tolto.
Se l’austro torbido
Sconvolge il mare,
E l’onde mescola
Qual vetro chiare,
Come i dì limpidi,
Anch’esso il flutto
In vista oscurasi
Fangoso e brutto.
Fiume che libero
Giù da un montano
Vertice volvesi
Lucente al piano,
Spesso, ad un arduo
Franato masso
Torbo arruffandosi,
Ritorce il passo.
Tu, se vuoi correre
Dritto il sentiero,
E schietto e nitido
Scernere il vero,
Discaccia i gaudj,
Bando al timore;
In fuga volgano
Speme e dolore:
Là dove stendono
Questi il lor regno,
È schiava l’anima,
Triste l’ingegno.