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Cino da Pistoia · Medieval

Dante, io ho preso l'abito di doglia

italiano

Dante, io ho preso l’abito di doglia,
E innanzi altrui di lagrimar non curo;
Chè ’l vel tinto ch’io vidi e ’l drappo scuro
D’ogni allegrezza e d’ogni ben mi spoglia;
Et il cor m’arde in desïosa voglia5
Di pur doler mentre che ’n vita duro;
Tal ch’Amor non può rendermi sicuro,
Ch’ogni dolor in me più non s’accoglia.
Dolente vo pascendo i miei sospiri,
Quanto posso inforzando 'l mio lamento10
Per quella in cui son morti i miei desiri.
E però se tu sai nuovo tormento,
Mandalo al desïoso de’ martìri,
Che fìe albergato di coral talento.

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Autor
Cino da Pistoia
Título
Dante, io ho preso l'abito di doglia
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-dante-io-ho-preso-l-abito-di-doglia--cino-da-pistoia-e2327b
Cita recomendada
Cino da Pistoia, «Dante, io ho preso l'abito di doglia», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-dante-io-ho-preso-l-abito-di-doglia--cino-da-pistoia-e2327b.html

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