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Eustachio Manfredi · Ilustración

Della vegliata inesorabil notte

italiano

Dalla vegliata inesorabil notte
Io non poteva anche impetrar riposo
Quando, all’entrar delle cimmerie grotte,
Sopimmi al fin tra pianti miei pensoso.
Ed ecco a me le lagrime interrotte
Scorgo da un mattutin sogno amoroso:
M’appar candida luce, onde van rotte
L’ombre ivi intorno, e in essa il Figlio ascoso.
E sì mi parla: o Genitor che pensi?
Non pianger me, piangi la male amica
Voglia, che troppo ancor ti lega ai sensi.
Sciogli l’alma dal visco in cui s’implica:
Senza liberi vanni al Ciel non viensi:
Riverenza non vuol, ch’io più ti dica.

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Autor
Eustachio Manfredi
Título
Della vegliata inesorabil notte
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-della-vegliata-inesorabil-notte--eustachio-manfredi-2157d4
Cita recomendada
Eustachio Manfredi, «Della vegliata inesorabil notte», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-della-vegliata-inesorabil-notte--eustachio-manfredi-2157d4.html

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