✶  CADA PIEZA VIVE EN UNA DIRECCIÓN · NADA VIVE EN UNA SOLA SALA  ✶

Poetósfera › La Biblioteca › Mario Rapisardi

Mario Rapisardi · Modernismo

Il carme secolare

italiano

Febo e Diana che su’ boschi hai possa,
Chiaro ornamento al ciel, sempre onorandi
Ed onorati, i preghi nostri udite
Nel tempo sacro,
In cui dal sibillin verso è prescritto,
Che agli Dei, cui son cari i sette colli,
Vergini elette e giovinetti casti
Dicano un canto.
Fecondo Sole, che su l’aureo cocchio
Apri e nascondi il giorno, e vario, uguale
Sorgi, deh, nulla mai veder tu possa
Maggior di Roma!
Benignamente, o Ilitía, dischiudi
Maturi i parti, e in guardia abbi le madri,
Sia che Lucina o Genital ti piaccia
Esser nomata.
Cresci le proli, o Dea, spira i decreti
Dei Padri intorno alle femminee nozze
Ed a la legge marital, di nova
Stirpe ferace:
Sì che dieci fíate in ciel rivolto
L’undecim’anno, adduca i canti e i giochi
Tre volte a chiaro giorno e tante a grata
Notte solenni.
E voi che vero ognor cantaste, o Parche,
Ciò che detto una volta un termin serba
Fisso alle cose, a’ già trascorsi unite
Fati benigni.
Di sementi e di pecore feconda
Serti di spiche a Cere offra Tellure;
Salutari acque e temperati cieli
Nutrano i parti.
Deposto il dardo, placido e clemente
Odi i preganti giovinetti, Apollo;
Le donzelle odi, regina bicorne
Degli astri, o Luna.
Se vostra opera è Roma, e il lido etrusco
Afferraron per voi le iliache squadre,
Che mutar lari e sede ebber comando
Con fausto corso,
E a cui di Troja in tra le fiamme illeso,
Superstite alla patria, il casto Enea
Libero aperse il varco, e dar maggiore
Regno doveva,
Donate, o Dei, probi costumi a’ pronti
Giovani, a’ vecchi placidi quiete,
Dovizia e prole alla romulea gente
E gloria intera.
Abbia da voi, cui bianchi tori immola
Di Venere e di Anchise il chiaro sangue,
Che altero in guerra col nemico e’ sia.
Mite col vinto.
Già l’armi nostre in terra e in mar possenti
E le bipenni albane il Medo teme;
Chiedon responsi già gli Sciti e gl’Indi
Or or superbi.
Già Fede, Pace, Onor, Pudore antico,
Virtù negletta attentansi al ritorno;
Già l’Abbondanza splendida col pieno
Corno si affaccia.
Oh, se alle rocche palatine amico
Febo augurante guardi, egli che, bello
Di fulgid’arco ed alle nove accetto
Camene, i corpi
Egri con salutare arte solleva;
Se d’Algido alle sedi e d’Aventino
Dei Quindici le preci oda Diana,
E con benigno
Orecchio accolga de’ fanciulli i voti,
Durerà Roma e il Lazio e d’uno ad altro
Lustro felice stenderà l’impero
Eternamente!
Che Giove ed ogni dio questo ne assenta,
Viva speranza e certa a casa io reco,
Io coro esperto ad esaltar nel canto
Febo e Diana.

Sigue explorando

Por su autor
Mario Rapisardi · 30 piezas más en la casa
Dónde vive
La Biblioteca

← Frammenti (Rapisardi)Il Dio dell'oro →

Expediente

Autor
Mario Rapisardi
Título
Il carme secolare
Lengua
italiano
Época
Modernismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-il-carme-secolare--mario-rapisardi-49e8fb
Cita recomendada
Mario Rapisardi, «Il carme secolare», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-il-carme-secolare--mario-rapisardi-49e8fb.html

Las obras de dominio público se reproducen íntegras, con atribución y en la ortografía de su impreso. No pedimos datos personales para avisar de una errata; para otra cosa, escríbenos desde Sobre la casa.