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Francesco Maria Lorenzini · Ilustración

Il divin cibo mi sarà, dicea

italiano

Il divin cibo mi sarà, dicea
La Vergin sagra sul morir, negato?
Dicea, lassa!, col cuore innamorato,
Che con la lingua tanto non potea.
Deh, Signor, sospirando soggiungea:
Nuovo a Te valico aprir non è vietato;
Vieni, ecco il petto, aprimi il manca lato,
E la fiamma del sen tempra, e ricrea.
Piacque al celeste Sposo il bel desìo,
E penetrolle, aperto il fianco, al cuore,
E quindi unito alla bell’Alma uscìo.
Morte, di lei tu non avesti onore,
Ch’ella non morì già, ma si partìo
Dal suo bel vel per nuov’arte d’Amore.

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Autor
Francesco Maria Lorenzini
Título
Il divin cibo mi sarà, dicea
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-il-divin-cibo-mi-sara-dicea--francesco-maria-lorenzini-d62915
Cita recomendada
Francesco Maria Lorenzini, «Il divin cibo mi sarà, dicea», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-il-divin-cibo-mi-sara-dicea--francesco-maria-lorenzini-d62915.html

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