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Carlo Severoli · Romanticismo

Il Pellegrin, cui folta notte oscura

italiano

Il Pellegrin, cui folta notte oscura
Tra via sorprenda, volge incerto i passi
Lento tento, e cogli occhi attenti, e bassi
Va ricercando ov’è la via sicura:
E se allor poi, che fatta è chiara, e pura
L’aria, si trovi in mezzo a rupi, e sassi,
Nel mirar quai passò perigli, stassi
Col cuor colmo d’orrore, e di paura:
Tal dubbia strada un tempo, e d’orror piena
Malaccorto ancor’ io premendo gìa,
In cui nulla splendea luce serena;
E tu sacro Orator sì alpestre, e ria
L’additi a me, che aver battuto appena
Creder poss’io sì perigliosa via.

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Dónde vive
La Biblioteca

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Autor
Carlo Severoli
Título
Il Pellegrin, cui folta notte oscura
Lengua
italiano
Época
Romanticismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-il-pellegrin-cui-folta-notte-oscura--carlo-severoli-e707a0
Cita recomendada
Carlo Severoli, «Il Pellegrin, cui folta notte oscura», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-il-pellegrin-cui-folta-notte-oscura--carlo-severoli-e707a0.html

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