Lassa pur tosto l’alma gloria mia
Com’è fuggita, e seco ogni contento?
Ove più s’udirà quel rar concento
Cui par non fu, nè forse mai più fia?
Ahi, Fracastor, che morte cruda, e ria
A me ti ruba, e ’l bel poema ha spento
Che la tua Musa dell’aspro tormento
Che a’ Giudei Tito diè, tant’alto ordìa.
I cedri miei, che di tua man sovente
Rigavi, con gli Esperi pomi d’oro.
Languidi stanno, tra gli allori e i mirti.
Queste lagrime ond’io mi discoloro
Dicea Melsinia, devrian largamente
Far piagner di Parnaso i dotti spirti.