O avvocati e giudici e notari,
che aiutate e difendete il torto,
di ciò io vi consiglio e vi conforto:
lasciare e vizi vostri iniqui e amari.
Non siate a tór l’altrui cotanto avari,
che alcun per voi fuor di ragion sie morto,
per quella fé, che a Gesú Cristo porto:
ché troppo al fin gli smaltirete cari!
Chi biasma usura e toglie altrui moneta,
quel tal si chiama un usurai’ celato,
che ’ngrassa sé, e ’l cattivel dieta.
O giudice, o notai’ poco affrenato,
se non avrai del tuo prossimo piòta,
sarai dal sommo Padre abbandonato.
Ciascun si guardi ben, a cui ciò tocca,
ché Morte ha teso l’arco e spesso scocca.