O vita di mia vita, quando io penso
sopr’a la vostra gran piacevolezza,
nel pensiero mi giugne una dolcezza,
che mi fa stupefatto stare intenso;
la qual si sparge per ogni mio senso
e dá di voi amar al cor fortezza:
e chi nel cor mi pinse tal vaghezza,
ubbligato gli son di render censo.
Per che d’amarvi, donna, io pur sormonto,
e pure addoppio a guisa di scacchiere,
per modo, quasi far non si può conto.
Deh dunque, poi che Amor cosí mi fère,
movete vostro core ad esser pronto
a clarini quella gioia, c’ho mestiere.