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Andrea Maidalchini · Ilustración

Quand'io credea, che in me gli ardori intensi

italiano

Quand’io credea, che in me gli ardori intensi
Fossero estinti, e ne gioiva il cuore,
Venne furtivo il pargoletto Amore,
E riaccese nel seno incendi immensi.
E acciò saggia Ragion mai più non pensi
Ad ammorzare il ravvivato ardore,
L’empio in guardia vi pose il suo furore
In compagnìa de’ contumaci sensi:
E se Morte talor vuol darmi aita,
Tosto porge il crudel breve ristoro,
Che dà vigore all’alma egra e smarrita.
Così scherza il fanciul col mio martoro,
Che sol per suo piacer mi serba in vita,
Sicch’io vivo morendo, e pur non moro.

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La Biblioteca

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Autor
Andrea Maidalchini
Título
Quand'io credea, che in me gli ardori intensi
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-quand-io-credea-che-in-me-gli-ardori-intensi--andrea-maidalchini-4848b2
Cita recomendada
Andrea Maidalchini, «Quand'io credea, che in me gli ardori intensi», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-quand-io-credea-che-in-me-gli-ardori-intensi--andrea-maidalchini-4848b2.html

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