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Giambattista Felice Zappi · Ilustración

Quand'io men vò verso l'ascrea montagna

italiano

Quand’io men vò verso l’ascrea montagna,
Mi si accoppia la Gloria al destro fianco,
Ella dà spirti al cor, forza al piè stanco,
E dice: Andiam, ch’io ti sarò compagna;
Ma per la lunga inospita campagna
Mi si aggiunge l’Invidia al lato manco,
E dice: Anch’io son teco. Al labbro bianco
Veggo il velen, che nel suo cor si stagna.
Che far degg’io? Se indietro io volgo i passi,
So che invidia mi lassa, e m’abbandona,
Ma poi sia che la Gloria ancor mi lassi
Con ambe andar risolvo alla suprema
Cima del Monte. Una mi dia corona,
E l’altra il vegga, e si contorca, e frema.

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Autor
Giambattista Felice Zappi
Título
Quand'io men vò verso l'ascrea montagna
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-quand-io-men-vo-verso-l-ascrea-montagna--giambattista-felice-zappi-a6fbb6
Cita recomendada
Giambattista Felice Zappi, «Quand'io men vò verso l'ascrea montagna», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-quand-io-men-vo-verso-l-ascrea-montagna--giambattista-felice-zappi-a6fbb6.html

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