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Francesco Maria Zanotti · Ilustración

Quand'io penso all'Augel, che dal Ciel venne

italiano

Quand’io penso all’Augel, che dal Ciel venne
E il Garzon Frigio si recò sul dorso,
Il qual gridando invan chiedea soccorso,
Ch’ei già per l’ampio Ciel battea le penne,
Io dico fra di me; che non avvenne
Lo stesso anche a Costei, che il cuor m’ha morso,
E già che il grido sovra ’l Ciel n’è corso,
Non Giove anco di lei vago divenne?
E se a mente mi vien la lunga, e tarda
Guerra, onde fu per duo begli occhi in tanto
Affanno Grecia, e Troja arsa, e distrutta;
Grido: Com’esser può, che il chiaro vanto
Della costei beltà non muova, e tutta
Di nuova guerra Europa infiammi, ed arda?

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Autor
Francesco Maria Zanotti
Título
Quand'io penso all'Augel, che dal Ciel venne
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-quand-io-penso-all-augel-che-dal-ciel-venne--francesco-maria-zanotti-35eefc
Cita recomendada
Francesco Maria Zanotti, «Quand'io penso all'Augel, che dal Ciel venne», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-quand-io-penso-all-augel-che-dal-ciel-venne--francesco-maria-zanotti-35eefc.html

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