Quando vedrai la donna, ch’io mirava,
raccomandami a lei come fuss’io,
e contale che ’l debile cor mio
ne va piangendo con l’anima prava:
per che, quando il bel viso io rimirava,
ne la mia mente pingeva un disio,
che riparava ad ogni pensier rio
da me, per la dolcezza, che mi dava.
Poi che partito son da tanta gioia,
di me stesso mi duole, essendo privo,
e ciò, ch’i’ veggo o sento, m’è a noia.
E poco mi diletta essendo vivo,
tanto è’l dolor, che dentro par ch’io muoia,
e gli occhi miei di pianto fanno un rivo.