Ramo fiorito, el di, ch’io non ti veggio,
mio lieto cor di doglia si trafigge,
e la smarrita mente se refigge
con quel signore Amor, cui sempre chieggio.
Ond’io ne prego voi, prima ch’io peggio
stia, ch’io vegna só’la tua merigge;
se non, la Morte dal corpo defigge
l’alma, che nel mio cor per voi posseggio.
Donque, vi piaccia per Dio, signor caro,
di farine grazia, prima ch’io sia morto,
ch’io non ne spero mai altro conforto,
se no ’l suo dolce frutto, per me amaro;
ma, se per lui mia vita non riparo,
girò ne l’altro mondo, da te scòrto.
Si me prendeste, Amor, con novo ingegno,
ch’io sempre mai so’ stato vostro segno.