S’io mi rivolgo, e guardo al fonte
Da cui vostro gentil sangue deriva,
Veggio una Gente ancor, per fama, viva
Del tempo dispregiar minacce ed onte.
Veggio, Signor, più Duci ornar la fronte
Di sacro alloro e di tranquilla oliva,
(Alto soggetto onde si parli e scriva)
A’ perigli, alla morte anime pronte.
Veggio il vostro gran Padre irne lontano,
Dove amor della patria il guida e sprona,
E giacerne, ahi, la salma in lido strano.
Ma se contemplo Voi, che ’l Ciel ci dona,
Tante virtù, la mente; il cuor, la mano,
Quì mia vista s’abbaglia, e m’abbandona.