Se nel mio bene ognun fosse leale,
Sì come di rubarmi si diletta,
Non fu mai Roma, quando me’ fu retta,
Come sarebbe Firenze reale.
Ma siate certi che di questo male
Tardi o per tempo ne sarà vendetta:
Chi a me torrà, converrà che rimetta
In me, Comun, del vivo capitale.
Tale per me fu in cima della rota
Che in simil modo rubando m’offese,
Onde la sedia poi rimase vôta.
Tu che salisti quando l’altro scese,
Pigliando esempio, mie parole nota;
Deh, fa che impari senno alle sue spese!
Chè non v’ha più difese:
Poiché, tu vedi, Giustizia mi vendica.
Deh non voler del mio tesor far endica!