Sonetto pien di doglia, scapigliato
Ad ogni dicitor tu te n’andrai,
E con gramezza a lor racconterai
L’orribil danno il qual n’è incontrato.
Chè l’ultimo periglio disfrenato,
Il qual in sè pietà non ebbe mai,
Per darne al cor tormento e pene assai,
Nostro dolce maestro n’ha portato;
Cioè il sommo autor Dante Alinghieri,
Che fu più copioso in iscïenza
Che Catone, Donato o ver Gualtieri.
Chi ha senno di vera conoscenza
Ne dee portar affanno nei pensieri,
Recandosi a memoria sua clemenza.