SParghiam Viola e Rosa,
Alla celletta intorno,
Dov’ebbe umìl soggiorno
Vergine avventurosa,
Che chiusa in casto velo
Fe’dolce forza al Cielo.
Al Ciel da cui discende
Gran Messaggiero alato,
Che d’aurea luce ornato
Tutto di luce accende
Dovunque ei passa, e insegna
Ben di qual luogo ei vegna.
O verginella eletta,
In te la grazia ha il regno,
Di sua salute il pegno
Da te già il Mondo aspetta:
Pegno e parto felice
Di te, gran genitrice.
Ella a quel dir le ciglia
Grava d’alto stupore,
E picciol vaso è il cuore
A tanta maraviglia:
Ma poi Nume l’adombra,
Nume che orror disgombra.
Già dall’eterea soglia,
Come in cristallo il raggio,
Fa il Verbo in, lei passaggio,
E prende umana spoglia;
Stelo in stelo fiorito,
E giglio a giglio unito.
Te gran padre, che desti
Col figlio ogni tesoro,
Te santo Amore adoro,
Che sposo a lei ti festi,
Ch’or sull’empiree squadre
Splende regina e madre.
PIanger vid’io
Nocchieri avari,
Che ’l vento rio
Pe’ vasti Mari
Trasse lor legno,
E ’l fero sdegno
Già non sostenne,
E a perir, venne.
E pianger vidi
ll sesso imbelle,
E in alti gridi
Ferir le stelle