Spingo per lunga dirupata strada
Lento destrier, cui di spronar son stanco,
Fugando Lui, che i Suoi pel torto e manco
Sentier conduce, e a cui sol scempio aggrada;
Ma il fier mi segue: e ovunque, lasso!, io vada
Sento fischiarmi le saette al fianco;
Già tutto di timore agghiaccio e imbianco,
Già pare, che il destrier sotto mi cada.
Ahimè ch’in breve avrò l’Empio alle spalle,
E seco Morte! Chi dal fero artiglio,
Chi mi sottragge? Uman poter non vale.
Padre del Ciel riguarda il mio periglio,
E tu m’aita: erto e sassoso è il calle,
Zoppo il destriero, ed il Nemico ha l’ale.