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Giuseppe Maria Ercolani · Ilustración

Spirto che troppo di sua gloria altero

italiano

Spirto che troppo di sua gloria altero
Minacciò l’Austro, e l’Aquilone invano,
Trasse tutto in catena il germe umano
Per vendicarsi del perduto impero;
Ma la gran Donna a cui l’onor primiero
Serbò l’eterna onnipotente mano,
Libera nacque, e in se medesma vano
Fè il nostro fallo e l’empio altrui pensiero.
Non già che avvinta non dovesse anch’ella
Scender tra noi, ma nol sofferse il Verbo,
Perch’ei fora men chiaro, essa men bella;
E l’Avversario nel suo esiglio acerbo
Rammentando a Maria che l’ebbe ancella,
Avrìa giusta cagion d’esser superbo.

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Dónde vive
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Autor
Giuseppe Maria Ercolani
Título
Spirto che troppo di sua gloria altero
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-spirto-che-troppo-di-sua-gloria-altero--giuseppe-maria-ercolani-edbd0d
Cita recomendada
Giuseppe Maria Ercolani, «Spirto che troppo di sua gloria altero», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-spirto-che-troppo-di-sua-gloria-altero--giuseppe-maria-ercolani-edbd0d.html

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