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Giambattista Felice Zappi · Ilustración

Tal mi fè piaga un Garzon fero e rio

italiano

Tal mi fè piaga un Garzon fero e rio,
Ch’esser già credo e son di vita spento:
Nè stupisco esser morto, ma che il mio
Core pria non morì nel suo tormento.
Odo già per la selva alto lamento,
E pianger Ninfe, e dir: Tirsi morìo;
Ma s’io morii, come la doglia or sento
Tra chi mi piange, e come or piango anch’io?
Ah forse non piang’io, ma per le smorte
Guance è il cadaver mio, che stille amare
Versa per l’uso antico di sua sorte.
E s’io pur peno, Amor, questo è il penare,
Che han dato i Fati a me dopo la morte,
Poichè in vita fui reo di troppo amare.

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Autor
Giambattista Felice Zappi
Título
Tal mi fè piaga un Garzon fero e rio
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-tal-mi-fe-piaga-un-garzon-fero-e-rio--giambattista-felice-zappi-c6b5d1
Cita recomendada
Giambattista Felice Zappi, «Tal mi fè piaga un Garzon fero e rio», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-tal-mi-fe-piaga-un-garzon-fero-e-rio--giambattista-felice-zappi-c6b5d1.html

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