Tigre selvaggia in chiusa valle oscura
Con frode un dì mia prigioniera io fei;
Meco la trassi avvinta, e presi in cura
I feri spirti raddolcir di lei.
A poco a poco sua cangiar natura
La vidi alfin dopo sei mesi e sei,
E udir mia voce, e placida e secura
Starsene in mezzo a gli agneletti miei.
Nice la vide, e in atto umìl cortese,
Ridendo le fe’ vezzi, e con amica
Destra l’umana fera in seno prese.
Ma giunta in sen di mia crudel nemica
La fera, ahi lasso!, in un balen riprese
I primi spirti, e la fierezza antica.