Una fera gentil più ch’altra fera
D’un bosco a pascer in selvaggio loco
Vidi passare e poi fermarsi un poco,
Candida tutta con sua vista altera.
Faceva invidia al sol ch’alla sua spera
Preso. . . . . . . . .
Nel vago aspetto apparve fiamma e foco:
Attento io riguardai pur là dov’era.
Poi per vago sentier seguii la traccia,
Misi ai bracchetti, e gittai rete al varco:
Ma altri cacciatori a simil caccia
Vidi correr con lor saette ed arco,
E seguitarla con più forti braccia.
Che fia, non so; e pur me ne rammarco.
Dïana, fa’ che ne’ tuoi prati verdi
Questa candida cerva io non la perdi.