Amore, a voi domando perdonanza,
si corno fin servente al suo segnore,
s’eo dico cosa, che vi sia pesanza,
ché sofferir non pò la doglia il core.
Sacciate che segnor sanza pietanza
tanto non vai, com’s’ha pietoso il core.
Oimè, che dissi! Forse che fallanza
terrá che ’nver’di lui dett’aggia, Amore.
Vengianza, se fallato aggio, ne prenda,
ché la pena ni’incalcia e dá conforto
ch’io dica, e poco pensa ch’io misprenda.
Però perdón dovria trovar del torto:
ma prego la rasgion che mi difenda
e de l’altezza mi conduca a porto.