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Eustachio Manfredi · Ilustración

Ben ha di doppio acciar tempre possenti

italiano

Perchè t’affiliggi e ti disciogli in pianto,
Infelice città, dimmi, o per cui?
Perduta ho la real donna, che tanto
A me fu cara, a cui sì cara io fui,
Nè questo almeno ti conforta alquanto,
Ch’ella è su ’n Cielo, e vede i pianti tui?
Dunque s’allegri il Cielo; io nò, che intanto
Fa colle spoglie mie più bello altrui.
Pur ella ancor non ti lasciò: deh mira,
Come intorno di te, che a cuor le sei,
E per tua pace e per tuo ben s’aggira.
Questo è ben ciò che duolmi: io non saprei
Goder del ben, ch’ella per me sospira,
Nè trovar la mia pace altro che in lei.

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Autor
Eustachio Manfredi
Título
Ben ha di doppio acciar tempre possenti
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-ben-ha-di-doppio-acciar-tempre-possenti--eustachio-manfredi-81def2
Cita recomendada
Eustachio Manfredi, «Ben ha di doppio acciar tempre possenti», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-ben-ha-di-doppio-acciar-tempre-possenti--eustachio-manfredi-81def2.html

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