Il cieco amor tre, quattro volte il dardo
Vibrò contro al tuo sen, vaga Donzella,
Ma torse irato, e vergognoso il guardo,
Viste a vuoto cader le sue quadrella.
Che Tu la eletta, senza far ritardo,
Il piè rivolgi a solitaria cella,
Che non prevalse il seduttor bugiardo,
Nè il fatal vanto di leggiadra e bella.
Ma il core accesa del più casto affetto
Sposa ti vanti del Divino Amore,
Che ti piagò sì dolcemente il petto.
A che più tardi? Il crin recidi omai,
Odasi il giuro, e lo ti detti il core,
Così del Mondo a trionfar Tu vai.