Infra le gioi’ piacenti
considerando sono
a ciascuno amadore
li dolci intendimenti,
unde si move dono,
che merita l’amore.
Ed io n’agio lo core — così temente
per voi, che ’nfra la gente
siete comò diamante precioso,
IO fra l’altre gieme tanto grazioso.
Si graziosa appare
a la mia percepenza
la gio’, che ’l core spera,
deo considerare
con senno e con piacenza
si com’eo l’agia intera,
e no lassar maniera — che sia laudata
per me, ch’è straniata.
Si fort’è l’amoroso intendimento
ch’eo noi pozo celar com’eo lo sento.
Sentomi si gioioso
quando mi penso bene
la gio’, ch’eo degio avere,
vivonde coragioso
eh ’a lo core mi véne
un si fero volere,
che mi tolle ’l savere — e l’entendanza;
cotant’è l’abondanza
de l’amoroso foco, che m’incende,
memorando l’alta gio’, che ’l core atende.
Atendo di compire,
e vado sogiornando
in questo mio viagio;
e s’eo per tosto gire
potesse, come stando,
compier lo meo coragio,
farea questo passagio — in tal manera,
che falcon di rivera
apena credo ch’avanti mi gisse
per fin che ’l meo viagio si compisse.
Compita, amorosa,
avenente, cortese
donna delle migliori,
per cui mi è gioiosa
la contrada luchese,
apareno li fiori
inver’li nostri amori, — che son cotanti;
li amorosi sembianti
continuati son di gio’ compita,
che no mentisce l’amorosa vita.