La prisca Roma del sepolcro fuore
Alzata un dì la gloriosa fronte,
Dov’è, dicea, l’antico mio splendore,
Dove son le mie glorie altere e conte?
Chi tolse ahi del mio scettro all’alto onore
Il servo Eufrate, il tributario Oronte?
Ov’è Celia, ove Orazio, ove il valore,
Che fer sì chiari un tempo il Fiume e il Ponte?
Dove i Cesari son? Più dir volea
Quando, o Signore, in voi fissò le ciglia;
E Costantin rivide in trono adorno.
Lieta allor tornò all’urna, ove giacea;
L’Arti e le Muse, e in un la Maraviglia,
Chiamando entro al regal vostro soggiorno.