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Bonagiunta Orbicciani · Medieval

Oi, amadori, intendete l'affanno

italiano

Oi, amadori, intendete l’affanno
doglioso, che m’avene,
che mi convene — una donna servire
ed ubidire — sovente;
però ch’io l’ho’n talento
e penaci la mente
e ’l cor ne sta in tormento;
e li tormenti e li gravosi dogli,
ch’io per suo amor patisco.
Non mi faria Tom tanta guisa noia,
s’io da lei gioia — avesse
in vista od in sembiante;
ma mostrami duresse
quando le son davante.
Davante che ’l meo core s’aprendesse
del suo dolze piagere,
mostravami di darmi intendimento.
Or m’ha messo ’n arsura,
si ch’io non ho possanza;
di me non mette cura.
Vede se fa fallanza!
Ma non falla tanto
quella per cui canto,
ca s’io fosse santo,
sanza il suo volire,
ch’io no lasasse
per ella non pecasse,
s’ella m’amasse
o mostrasse — piacire.
E messire — Ivano
e ’l dolze Tristano
ciascun fue solano
ver’me di languire.
S’io languisco,
non perisco,
ma nodrisco — in disianza;
vo penando
e pensando
e chiamando — pietanza:
come nave,
che, soave,
che sta in grave — tempestanza.
Cotanto amo,
che pur bramo
d’incarnare infra l’amore:
sto ne’ ramo
più ch’Adamo
per lo pome de l’erore.
Né non dico,
né disdico,
né non faccio dimostranza
né amico,
né nemico
per la mia dolze speranza.
S’eo la sguardo,
’ncendo ed ardo,
tanto temo no le spiaccia;
si ne ’mbardo
ca tuto ardo,
par che tuto mi disfaccia.
Muovi, dansa,
per amansa
di quella gentil donzella:
di’ che cansa
la speransa,
se da me più si rubella;
che mi tiene
’n tante pene
ch’io non posso più durare;
ma la spene
mi mantiene,
per ch’io spero di cantare.

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Autor
Bonagiunta Orbicciani
Título
Oi, amadori, intendete l'affanno
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-oi-amadori-intendete-l-affanno--bonagiunta-orbicciani-9481c3
Cita recomendada
Bonagiunta Orbicciani, «Oi, amadori, intendete l'affanno», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-oi-amadori-intendete-l-affanno--bonagiunta-orbicciani-9481c3.html

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