Oi dolce mio marito Aldobrandino,
rimanda ormai il farso suo a Pilletto:
ch’egli è tanto cortese fante e tino,
che creder non dèi ciò, che te n’è detto.
E non star tra la gente a capo chino,
che non se’ bozza, e fòtene disdetto;
ma, si come amorevole vicino,
con noi venne a dormir nel nostro letto.
Rimanda il farso ormai, piú noi tenere,
ché mai non ci verrá oltre tua voglia,
poi che n’ha conosciuto il tuo volere.
Nel nostro letto giá mai non si spoglia!
Tu non dovei gridare, anzi tacere:
ch’a me non fece cosa, ond’io mi doglia.