Or ho perduta tutta mia speranza,
e non attendo mai gioi’ né diporto,
poi che madonna, ch’era il mio conforto,
cangiata m’ha la sua bella sembianza.
E fatt’ha con l’Amore sua accordanza,
ch’io viveraggio assai peggio, che morto;
ahi dolce donna mia, pensa che torto
hai di mia greve e dura malenanza!
Oi gentil donna, come faraggio eo?
Da poi che ver’di me cangiata siete,
giá mai nulla allegranza non ispero.
Ma ’l fino amor, ch’io porto, viso clero,
in gioi’ mi tornerá come solete,
si sarete pietosa, amore meo.