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Franco Sacchetti · Medieval

Ora è mancata ogni poesia

italiano

Ora è mancata ogni poesìa
E vote son le case di Parnaso,
Poi che morte n’ha tolto ogni valore.
S’io piango o grido, che miracol fia,
Pensando che un sol c’era rimaso
Giovan Boccacci, ora è di vita fore?
Cagion del mio dolore
Non è perchè sia morto;
Ch’io mi dorrei a torto,
Perchè chi nasce a questo passo giugne:
Ma quel duol che mi pugne
È che nïun riman, nè alcun viene
Che dia segno di spene
A confortar che io salute aspetti;
Perchè in virtù non è chi si diletti.
Lasso!, chè morte in picciol tempo ha tolto
A te, Fiorenza, ciascun caro e degno.
Principio fo da Pietro e da Francesco
Che in sacra scrittura vidon molto;
Vergogna a tali che portan lor segno,
Che appena intendon latin da tedesco,
E, perchè qui m’intresco,
Tommaso, in questo fiotto,
Filosofo alto e dotto
(Medico non fu pari a lui vivente);
Luïgi, eloquente
Retorico con vago e dolce stile;
E legista civile
Corsin Tommaso, e Niccolò sincero
Che fu sì vago di consiglio vero;
Paulo arismetra ed astrologo solo
Che di veder già mai non fu satollo
Come le stelle e li pianeti vanno,
Ei venne men per gire al sommo polo;
E quei che Marte seguîr ed Apollo,
Niccola, Alberto, e Francesco e Manno;
E, come tutti sanno,
Tre poeti di nome;
Che se m’è detto come,
Zanobi ed il Petrarca in quel tesauro
Ch’ebbon col verde Lauro;
L’ultimo e ’l terzo è quel che sopra scrivo.
E ciaschedun fu vivo
Insieme, e tutti gli vidi ad un tempo:
Or non si vede alcun tardi o per tempo:
Dunque, s’io piango, fo come colui
Che perdendo si duol l’ultima posta,
Perchè manca speranza al suo soccorso.
Sarà virtù già mai più in altrui?
O starà quanto medicina ascosta,
Quando anni cinquecento perdè il corso?
Qual mente o qual ricorso
Aspetto poi che trovi
Questa e che la rinnovi,
Siccome rinnovò quella Ippocràte?
Chi fia in quella etate
Forse vedrà rinascer tal semenza:
Ma io ho pur temenza
Che prima non risuoni l’alta tromba
Che si farà sentir per ogni tomba.
Questa paura ognora più mi monta
Perchè in avarizia ognun si specchia;
Qui si comprende studia ed ammaestra.
Ne’ numeri ciascuno ha mente pronta,
Dove moltiplicando s’apparecchia
Sempre tirare a sè con la man destra.
Non si truova fenestra
Che valor dentro chiuda.
Così si vede nuda
L’adorna scuola da tutte sue parti;
E le meccaniche arti
Abbraccia chi vuol esser degno ed alto:
Però che questo salto
Fa che tal uomo reggimento piglia,
Che mal sè regge, e peggio altrui consiglia,
Ben veggio giovinetti assai salire
Non con virtù, perchè la curan poco,
Ma tutto adopron in corporea vesta;
Sicchè ben posso aspettar l’avvenire
Veggendo che già mai non cercan loco
Dove si faccia delle Muse festa.
Altri di maggior gesta,
Antichi nel senato,
Contra Scipione e Cato
Ogn’ora fanno e seguon Catelina;
E se surgon ’n cina,
Per niente tengon Licurgo o Solone
A petto a lor persone.
Dicendo più saper chi più mal face:
E chi più puote l’un l’altro disface.
Come deggio sperar che surga Dante,
Che già chi il sappia legger non si trova?
E Giovanni che è morto ne fe scòla.
A cui si vederà l’Affrica avante,
Che dell’alto poeta venìa nova
Verso costui, ed or rimasa è sola?
Chi sonerà parola
In letture propinque,
Là dove libri cinque
Di questo diretan composti stimo?
De’ Viri illustri il primo,
Conta il secondo delle Donne chiare,
Terzo si fa nomare
Buccolica, il quarto Monti e Fiumi,
Il quinto degli Iddii e lor costumi.
Tutte le profezie che disson sempre
Tra il sessanta e l’ottanta esser il mondo
Pieno di svarii e fortunosi giorni,
Vidon che si dovean perder le tempre
Di ciascun valoroso e gire al fondo.
E questo è quel che par che non soggiorni.
Sonati sono i corni
D’ogni parte a ricolta;
La stagione è rivolta:
Se tornerà non so, ma credo tardi.
E, s’egli è alcun che guardi,
Gli studi in forni vede già conversi,
E gli dipinti spersi
Che eran sovra le porte in quella seggia
Là dove Ceres ora signoreggia.
Orfana trista sconsolata e cieca,
Senza conforto e fuor d’ogni speranza,
Se alcun giorno t’avanza,
Come tu puoi ne va’ peregrinando,
E di’ al cielo — Io mi ti raccomando. —

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Autor
Franco Sacchetti
Título
Ora è mancata ogni poesia
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-ora-e-mancata-ogni-poesia--franco-sacchetti-8fa444
Cita recomendada
Franco Sacchetti, «Ora è mancata ogni poesia», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-ora-e-mancata-ogni-poesia--franco-sacchetti-8fa444.html

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