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Eustachio Manfredi · Ilustración

Qual feroce leon, che assalit'abbia

italiano

Qual feroce leon, che assalit’abbia
Pastor malcauto, e il preme e’n fuga il caccia:
Quei d’elce o quercia all’alte annose braccia
Ricovra, e schiva del crudel la rabbia,
Il qual gli è intorno e con spumanti labbia
Ruggendo il mira e pur quel tronco abbraccia
Coll’unghie adunche, e il crolla, e pur procaccia
Salirvi, e sparge in van col piè la sabbia
Così Costei, che del leon d’Inferno
Fuggì gli artigli, ed ha ricovro amico
Su i santi rami del gran tronco eterno:
L’ira non teme più del fier nemico,
E lo vedrem pien d’aspro duolo interno
Tornar ruggendo a quel suo centro antico.

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Dónde vive
La Biblioteca

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Autor
Eustachio Manfredi
Título
Qual feroce leon, che assalit'abbia
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-qual-feroce-leon-che-assalit-abbia--eustachio-manfredi-465969
Cita recomendada
Eustachio Manfredi, «Qual feroce leon, che assalit'abbia», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-qual-feroce-leon-che-assalit-abbia--eustachio-manfredi-465969.html

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