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Giulio Bussi · Ilustración

Signor, tempra l'affanno, e al ciglio augusto

italiano

Signor, tempra l’affanno, e al ciglio augusto
Rendi il sereno, onde gioisca il mondo:
Grav’è l’incarco, è ver, ma al grave pondo
Chi di se men confida è più robusto.
Sgridar potriasi il tuo timor d’ingiusto
Dal tuo gran cor d’ogni virtù fecondo;
Ma, s’ei tace modesto, odi facondo
Dirti il Cielo: Io ti scelsi, ed io son giusto.
E ben mirasti a i primi albor del regno
Scintillare improvisa Iri di pace,
Di fortunato impero e dono, e pegno.
Deh, mio Signor, perdona al labbro audace:
Della Chiesa di Dio farti sostegno
Se il Ciel vuol, s’a Noi giova, a Te dispiace!

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La Biblioteca

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Autor
Giulio Bussi
Título
Signor, tempra l'affanno, e al ciglio augusto
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-signor-tempra-l-affanno-e-al-ciglio-augusto--giulio-bussi-cf39b0
Cita recomendada
Giulio Bussi, «Signor, tempra l'affanno, e al ciglio augusto», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-signor-tempra-l-affanno-e-al-ciglio-augusto--giulio-bussi-cf39b0.html

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