Uno giorno aventuroso,
pensando in la mia mente
com’amor m’avea inalzato,
i’ stava com’om dottoso,
da che meritatamente
non serve a chi l’ha onorato.
Però volsi cantare
lo certo affinamento,
perché l’amor più flore
e luce e sta ’n vigore
di tutto piacimento,
gioia tene in talento
e fa ogn’atro presio sormontare.
Montasi ogne stasione,
però fronde e fiore e frutta,
l’afinata gioi’ d’amore;
per questa sola rasione
a lui è data e condutta
ogne cosa, e’ ha sentore:
si come par, li auselli
chiaman sua signoria
tra lor divisamente
tanto pietosamente,
e l’amorosa via
commenda tuttavia
perché comune volse usar con elli.
Donqua, la comune usanza
ha l’amor così agradito,
che da tutti ’l fa laudare.
Gentil donna, pietanza
inver’me, che so’ ismarito
e tempesto più che mare.
Non guardate in me, fina;
ch’eo vi son servidore:
tragete simiglianza
da l’amorosa usanza,
che da piciolo onore
ingrandisce talore,
e ’l ben possente a la stasion dichina.